A Cagliari i ravanelli sono banalmente presenti sui banchi del mercato per tutto l’inverno, splendidi nel loro perfetto contrasto tra verde e rosso, ma non li prendo mai perchè crudi non mi piacciono. Da poco però ho desiderato i ravanelli stufati con le alghe in salsa di kuzu (ricetta macrobiotica potentemente depurativa, ottima per il mio fegatino, che magari un giorno posterò) e quindi ne ho preso un bel mazzo. Veri ravanelli di Sestu, per di più. Per chi non lo sapesse Sestu è una cittadina poco distante da Cagliari, fiorente centro agricolo rinomato per la qualità dei suoi prodotti e dei suoi ravanelli, che sono oggetto di battutacce poco fini. :D Guardando il mazzo mi sono resa conto che gettar via le foglie sarebbe stato uno spreco… Faccio una veloce ricerca e mi imbatto nella ricetta di una Soupe de fanes de radis dell’ottima Sigrid, alias Il Cavoletto di Bruxelles. A nessuno venga in mente di fare confronti con le sue fotografie perché ovviamente non è il caso.

Comunque, potevo fare a meno di provare la ricetta? No di certo, anche perché già il titolo del post del Cavoletto è invitante: “Dei ravanelli non si butta via nulla…” In pieno trip dell’ingrediente povero mi accingo quindi a interpretare la ricetta, da cui elimino subito le patate: le patate nelle zuppe prendono un gusto acquoso, diventano troppo yin e non le sopporto. Modifico poi il procedimento per dare più energia alla zuppa, quindi ecco il perché del cipollotto stufato lentamente. Con 1 mazzo vengono due porzioni ridotte, per una zuppetta riscaldante da prendere come aperitivo-antipasto.

Le foglie di 1 mazzo di ravanelli freschissimi

1 cipollotto fresco

1 cucchiaio di olio di semi di sesamo

acqua o brodo vegetale leggero qb

sale

pepe bianco (opzionale)

Il procedimento è elementare: tagliate a fettine sottili il cipollotto (anche la parte verde tenera) e fatelo stufare a fiamma bassissima con l’olio e un cucchiaio di acqua. Quando sarà praticamente disfatto aggiungete le foglie di ravanello mondate dei gambi e lavate accuratamente. Coprite il tutto con il brodo vegetale, portate a bollore e lasciate sobbollire per 20 minuti. Aggiustate di sale e eventualmente spolverate con un poco di pepe bianco, mescolate con cura e riducete in crema con il frullatore a immersione. La zuppa risulterà di un verde giallastro, con un sapore deciso e sorprendente. Ottima con crostini di pane multicereale, ma anche da sola per predisporre lo stomaco alla digestione.

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