Ovvero con i cavuliceddi, come vengono chiamati in Sicilia. Da un punto di vista scientifico la faccenda è poco chiara: la senape selvatica è la Sinapis arvensis, però sotto la definizione di Sinapis si trovano anche alcune brassicacee, tra le quali la Brassica nigra e la Brassica fruticulosa. Si somigliano tutte, veramente non saprei dire quale ho messo nel piatto… e chiedere al contadino sarebbe stato inutile! Mi ha detto che si trattava di senape selvatica e tanto è bastato. Da troppo tempo leggevo delle ricette siciliane con i cavuliceddi e davvero ero curiosissima di provarli, quindi ecco una ricettina semplice semplice da tenere a mente nel caso vi capitasse di avere a disposizione l’ingrediente principe.

Ingredienti per due persone:

1 mazzo di senape selvatica

150 g di penne integrali

olio extra vergine di oliva

1 spicchio d’aglio diviso a metà e privato dell’eventuale germoglio

1 pomodoro secco lavato e tagliato a pezzetti

1 cucchiaio colmo di semi di girasole tostati a secco

sale

Iniziamo come al solito piazzando sulla fiamma una bella pentola d’acqua per la cottura della pasta. Mentre aspettiamo che arrivi a bollore possiamo velocemente mondare il mazzo di senape eliminando il fusto e i rametti e laviamo accuratamente le foglie e le infiorescenze. Possiamo anche tagliare con le mani le foglie più grandi in 2-3 pezzi. Saliamo l’acqua bollente e ci tuffiamo le foglie, lasciandole cuocere circa 5 minuti. In questo tempo prepariamo la padella del condimento con tre bei cucchiai d’olio, l’aglio e il pomodoro secco. La mettiamo su fiamma bassa e cominciamo a far stufare il tutto. Quando le foglie saranno tenere ma ancora consistenti le scoliamo dall’acqua e le mettiamo nella padella, mescolando un poco. Nell’acqua bollente dove abbiamo cotto le foglie invece buttiamo la pasta e prendiamo il tempo della cottura dalla ripresa del bollore. Nei 9-10 minuti di cottura della pasta ci occupiamo delle foglie: aumentiamo la fiamma leggermente e mescoliamo con cura in modo che il tutto si amalgami bene. Togliamo l’aglio. Le foglie sono consistenti e vellutate, il tempo della cottura ci vuole tutto. Scoliamo la pasta leggermente al dente e la versiamo nella padella del condimento, continuando a mescolare delicatamente. Se il pomodoro secco che abbiamo usato non era salato ora possiamo aggiungere un pizzico di sale, sempre mescolando per 2-3 minuti facendo insaporire bene la pasta. In ultimo aggiungiamo i semi di girasole, che possono essere distribuiti direttamente sulla pasta nel piatto se preferiamo. Il sapore di questa verdura somiglia molto a quello delle cime di rapa, in versione più delicata e più erbosa. Molto gradevole. Vi risparmio la solita solfa sulla opportunità di valorizzare i prodotti di produzione locale, perché sarei noiosa. Semplicemente buon appetito. ;)

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