Onigiri #2

Poco tempo a disposizione, caldo feroce e necessità di cibo sostanzioso e leggero al lavoro mi portano inevitabilmente a questa variazione sugli onigiri, i mitici spuntini giapponesi. Come già spiegato in altro post, gli onigiri possono essere realizzati in molte forme e misure oltre che con diversi ingredienti. In questo caso il riso cotto (sempre cotto per assorbimento secondo la proporzione 1 tazza di riso=2 tazze di acqua come spiegato nel post citato) e lasciato intiepidire è stato condito con un mix che ho avuto dalla sorella inviata a Londra. Sulla bustina viene definito rice topping perché può essere usato per condire il riso in tazza, non solo per gli onigiri, e contiene semi di sesamo, foglie di un non precisato ravanello- forse daikon, alghe in fiocchi, pezzetti di prugna umeboshi e aromi di vario genere, con un risultato straordinario in termini di sapore e colore. Negli scaffali dei supermercati giapponesi esistono varianti quasi infinite condimenti per riso, come potete vedere qui, a dimostrazione se ce ne fosse bisogno di quanto sia diffuso il consumo del riso. Comunque, dopo aver mischiato accuratamente il riso con il condimento scelto si procede con il lavoro di creazione delle palline o dei triangoli modellando il miscuglio con le mani inumidite con acqua e un goccio di aceto di riso. I triangolini qui fotografati sono stati portati al lavoro nel mio bravo bento e hanno suscitato gridolini di stupore da quanto erano belli, colorati e ben modellati… Se non avete la possibilità di procurarvi il condimento già pronto potete sempre farvene uno voi usando il mix di  fiocchi di alghe che si trova nei negozi di prodotti naturali, insieme a semi di sesamo o direttamente del gomashio. Poi un discorso a parte merita il bento, cioé il contenitore per portare il cibo fuori casa. Anche su questo i giapponesi hanno parecchio da insegnarci e sarà il caso di dedicargli un post a parte. Intanto provate a fare i vostri onigiri, sono sicura che vi divertirete!

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