Il cavolo rapa

Il cavolo rapa è scientificamente chiamato Brassica oleracea var. gongylodes, quindi è strettamente parente degli altri cavoli più famosi. Gli dedico un post perchè in Sardegna è considerato con disprezzo e mal cucinato, il che mi pare una ingiustizia. OK, sono una paladina del cavolo, lo ammetto: d’inverno ho sempre il frigo pieno di cavoli di tutte le varietà e non mi stancherei mai di mangiarne… Comunque, il cavolo rapa, chiamato in inglese turnip cabbage, in tedesco kohlrabe e a Cagliari cali’e conca (cioè cavolo testa, da non confondere con la conch’e caliu che è una persona davvero poco intelligente, una testa di cavolo) è buono e ricco di proprietà nutritive fondamentali nella stagione invernale: vitamina C, vitamine del gruppo B,  minerali in abbondanza come tutti gli altri cavoli. La sua peculiarità è nella consistenza, dato che si consuma la palla carnosa del fusto ingrossato alla base, simile alla rapa appunto. La palla va sbucciata e può essere consumata cruda in insalata oppure cotta. Quindi questo cavolo si taglia a dadi e si può stufare, saltare, friggere e usare sia da solo che come condimento di paste asciutte, oppure nelle zuppe. Si possono usare anche le foglie, dopo averle lessate perchè sono molto coriacee oppure direttamente tagliate a striscioline e messe nelle zuppe di cereali e legumi. Esiste anche una varietà violetta che non ha differenze sostanziali rispetto a quella bianca. Il cavolo qui fotografato è anche biologico, tagliato stamattina dal campo in quel di Siliqua, provincia di Cagliari. In conclusione, l’invito è di ampliare la gamma dei prodotti che mettiamo in tavola rispettando la stagionalità, scegliendo produzioni locali e stimolando la fantasia in armonia con la natura.

One Response to “Il cavolo rapa”

  1. [...] parte. Lessate al dente i piselli e lasciateli raffreddare. Pelate la testa del cavolo rapa (vedi post dedicato appositamente a questo bellissimo vegetale, nella categoria Ingredienti e strumenti), [...]

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