Chapati

ChapatiNel lontano 1992 ebbi la fortuna di incontrare per strada un giovane Hare Krishna, che vedendo il mio aspetto triste e malnutrito riuscì facilmente a vendermi un volumetto dal titolo “Un Gusto Superiore”. Gli devo molto, credo che questo libro abbia dato la prima scossa alla mia coscienza e sicuramente ha contribuito alla mia attuale scelta alimentare. Le ricette sono tutte estremamente semplici, comunicano la semplicità di una vita serena e continuo a subirne il fascino anche dopo anni di rilettura. Il pane indiano è una conquista relativamente recente, avevo paura di fare dei pezzi di legno. Invece devo dire che non è affatto difficile, soprattutto se si guarda questo filmato di Manjula, altra grande divulgatrice della cucina di area Indiana. Lei li chiama Roti anziché Chapati, e in realtà la differenza tra i due tipi è molto sottile, più che altro legata alle usanze di diverse regioni dell’India. Si dovrebbe usare per questi pani una farina che viene chiamata farina Atta, una miscela di farina di grano e farina maltata, ma tutti sono concordi che una miscela di farina tipo 0 e farina integrale, così come altre miscele personalizzate possano andare ugualmente bene. Io ho provato diverse variazioni e l’unica che non mi ha soddisfatto è stata quella con il grano saraceno. Molto buona invece quella con la farina di mais fioretto. Qui voglio proporre quella che considero la versione base, adatta a tutte le pietanze.

Quantità per 8 pani

  • 1/2 cup di farina 0
  • 1/2 cup di farina integrale
  • 1/2 cup scarsa di acqua tiepida
  • 1 pizzico di sale
  • olio di semi di girasole
  • due cucchiai di farina per stendere l’impasto

Mescolate insieme le farine e il sale in una terrina e aggiungete poco alla volta l’acqua tiepida. Inizialmente mescolate con un cucchiaio, poi impastate con delicatezza. Non occorre mettere forza, dovete ottenere un impasto morbido e non appiccicoso. Quando l’impasto è quasi pronto, ungetevi le mani con qualche goccia di olio e continuate a impastare. Formate la palla e lasciatela riposare coperta per 15/30 minuti. Riprendete la palla e dividetela in otto parti uguali e da ciascuna ricavate delle palline rotonde che lascerete riposare 10 minuti, giusto il tempo di predisporre la spianatoia, un canovaccio pulito su cui stendere i dischi, un piattino su cui mettere due cucchiai di farina. Prendete quindi una pallina per volta, schiacciatela leggermente e passatela nella farina. Iniziate a stendere il disco di pasta con il mattarello e ripassate il disco nella farina per evitare che si attacchi ala spianatoia. Il diametro dovrà essere di 15-18 cm, evitando di stendere la pasta troppo sottile. Disponete il disco sullo strofinaccio e procedete a lavorare le altre palline di pasta. Scaldate poi una piastra di ferro liscia e portatela a temperatura alta. Io uso una piastra di ghisa che nasce per cuocere le galettes bretoni e funziona benissimo senza bisogno di essere unta, ma penso vada benissimo una bella padella di ferro pesante o un testo romagnolo. Mettete nella padella calda un disco alla volta e giratelo quando sulla superficie si saranno formate delle bolle chiare. Ora tenete d’occhio la parte inferiore: girate nuovamente il disco quando vedrete delle piccole bolle scure. Dopo qualche secondo cominciate a schiacciare delicatamente il pane con una spatolina e vedrete che si gonfierà come un palloncino. Continuate a schiacciarlo facendolo girare e fatelo gonfiare uniformemente. Se non si gonfia in genere è dovuto a una temperatura troppo alta: abbassate leggermente la fiamma e provate con un altro disco, ma considerate che anche se non si gonfia il pane è ugualmente buono. Quindi togliete il pane, spennellatelo d’olio di semi (o di burro chiarificato) e mettetelo in un cesto coperto con un tovagliolo pulito. Procedete così fino a esaurimento dei dischi.

E’ un pane perfetto per gli stufati della cucina indiana, ma da provare anche insieme a qualsiasi paté di legumi o verdure, dall’hummus al patè di lenticchie nere. O ancora insieme a qualsiasi cosa. Se non si è capito, mi piace da morire!

3 Responses to “Chapati”

  1. […] asciutto, o se comunque lo preferite così, potete accompagnarlo con dei pani indiani (vedi i miei chapati, ad […]

  2. [...] asciutto, o se comunque lo preferite così, potete accompagnarlo con dei pani indiani (vedi i miei chapati, ad [...]

  3. Bribantilla scrive:

    Hare, hare… Krishna, Krishna…
    Me lo ricordo bene il giorno che hai portato a casa quel libretto! :)

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